Torre del Greco

Gouache notturna di Camillo De Vito: la lava del 1794 scende sulle case di Torre del Greco, con la luna sul mare
Fotocromia di fine Ottocento: la città vista dal mare, il viadotto ad archi sul porto e il Vesuvio dietro

Una città costruita sulla lava, e ricostruita sopra se stessa.

Trova un luogo. Cinque luoghi, cinque strati di lava.

Quattro date, una città

Prima ci fu una villa romana, poi una torre di avvistamento che diede il nome al luogo. La città di oggi nasce da queste quattro date.

  1. 1631L'eruzione più distruttiva dell'ultimo millennio arriva fino al mare.
  2. 1699I cittadini ricomprano la propria libertà dal feudo: 106.000 ducati.
  3. 1794La lava attraversa il centro e lo copre con circa dieci metri di roccia.
  4. 1878Nasce la Scuola d'incisione sul corallo, oggi parte dell'Istituto Degni.

Sepolta tre volte

1631I flussi arrivano al mare: nasce la Scala

1737Una colata distrugge gran parte della città

1794Dieci metri di lava sul centro

Sotto le tessere: Torre del Greco distrutta nel 1794, dipinto anonimo (Bibliothèque nationale de France).

Tre colate in 170 anni

Nel 1631 i flussi del Vesuvio arrivano al mare e una colata forma la scogliera della Scala. Nel 1737 un'altra colata distrugge gran parte della città. Nel 1794 la lava attraversa il centro fino alla costa, crea una nuova penisola e fa crollare la chiesa di Santa Croce. L'ultima eruzione è del 1944: da allora il vulcano tace.

Dopo la colata del 1794: il campanile in mattoni emerge dalla lava ancora fumante, con il Vesuvio quieto alle spalle

Il campanile è rimasto in piedi

Della chiesa madre, nel 1794, resta solo il campanile, con il primo livello ancora sotto la lava. La basilica di oggi è stata ricostruita intorno a lui e consacrata nel 1827.

Ricostruita sopra

Trascina per passare dall'incisione del 1894 alla piazza di oggi: la facciata neoclassica, la scalinata e il campanile sopravvissuto alla lava sono ancora al loro posto.

Santa Croce oggi: la stessa facciata bianca, il campanile in pietra e mattoni a sinistra, la scalinata
Incisione del 1894: la facciata di Santa Croce con il campanile a sinistra e la scalinata
Santa Croce nel 1894 (incisione) e oggi (foto di Fraque nero, CC0).

Le strade raccontano

Cinque luoghi, ognuno su uno strato diverso della città. Scrivi un nome e vedi quando la lava gli è passata accanto, o sopra.

  • Scavi di Villa Sora

    Una villa romana su tre piani, sepolta dall'eruzione che distrusse Pompei e riscoperta nel 1974.

  • Scogli della Scala

    La scogliera non c'era: l'ha costruita la colata del 1631, quando la lava è arrivata al mare.

  • Basilica di Santa Croce

    La chiesa madre crollò sotto la lava del 1794. Sotto il pavimento ci sono ancora gli ambienti sepolti.

  • Il porto

    Da qui partivano le barche per il corallo. Nel secondo Novecento la città contava oltre trentamila marittimi.

    dal XV secoloLeggi la scheda
  • Villa delle Ginestre

    Sulle pendici del Vesuvio, la villa dove Giacomo Leopardi scrisse La ginestra, con il vulcano davanti.

Dal mare, il rosso

Il corallo si pesca qui dal Quattrocento e si lavora dal Seicento, quando nascono anche i primi cammei. Il cammeo si incide a mano con il bulino su una conchiglia a strati di colore diverso: il fondo scuro resta sotto, la figura chiara emerge sopra.

Il 1699 e il 1861, in processione

Due feste portano per strada due date: il riscatto dal feudo e il voto fatto dopo l'eruzione.

Festa dei Quattro Altari, 1977: un tappeto artistico steso in strada che riproduce il Riposo durante la fuga in Egitto

Otto giorni dopo il Corpus Domini, quattro grandi altari ricordano il riscatto del 1699. L'8 dicembre l'Immacolata sfila su un carro ornato di coralli e cammei, per un voto nato dopo l'eruzione del 1861.

Un tappeto artistico della Festa dei Quattro Altari, 1977.
Quattro Altari
otto giorni dopo il Corpus Domini
Immacolata
8 dicembre
Motto
Post fata resurgo
Il carro
coralli e cammei

La ginestra

Quisul'aridaschienadelformidabilmontesterminatorVesevo

Giacomo Leopardi, La ginestra, 1836

Leopardi scrisse la poesia qui, a Villa delle Ginestre. La ginestra è la pianta che lui vedeva crescere sulle colate del Vesuvio. Il motto della città dice la stessa cosa in latino: Post fata resurgo, dopo la rovina risorgo.

La città sta sotto i piedi

L'archivio parte da cinque luoghi e crescerà strada per strada.

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